Storia 

La storia della bella Tommasina ovvero forse fu amor perfetto, forse no

A pochi passi da Banchi nel centro storico di Genova si trovano il vicolo e la piazza dell’Amor Perfetto.

Una toponomastica altisonante per una città che non è la Verona di Giulietta e Romeo ma è stata resa famosa, casomai, dalle “graziose” raccontate da Fabrizio De Andrè.

Comunque, effettivamente, in questo caso, ci si riferisce a una storia d’amore diversamente raccontata dalle leggende popolari a seconda dei gusti e della propensione a credere a questa o a quell’altra versione. Partiamo dai fatti. Il 26 agosto 1502, giornata caldissima, entrò a Genova come trionfatore il re di Francia Luigi XII. Si trattava di una visita diplomatica per convincere i genovesi ad appoggiarlo nella sue guerra contro la Spagna ma diciamolo fin da subito, questa missione fu semplicemente “galeotta” della storia che stiamo per raccontarvi.

Il re soggiornò a Genova una decina di giorni visitando la città, addirittura si fece accompagnare dagli “scrofolosi” perché secondo le antiche tradizioni e leggende medievali un re possedeva anche miracolose capacità di guarire determinate malattie. Ma Luigi XII non pensava solo ai lebbrosi e questo era piuttosto noto. Le cronache d’allora lo raccontavano come un ammiratore delle belle donne e amante infaticabile, non a caso, il suo passaggio era accompagnato sempre dall’omaggio delle gran dame genovesi tutte in ghingheri per attirare anche un solo sguardo del sovrano. Non è dato sapere se per tutta la permanenza genovese il letto di Luigi XII non sia stato scaldato da qualche bellezza indigena più o meno di buoni natali ma la storia che vi stiamo per raccontare comincia il sesto giorno della sua permanenza.

In suo onore fu preparato uno sfarzoso ricevimento nella villa di Francesco Cattaneo a Terralba, l’attuale Villa Imperiale che conserva ancora oggi i capitelli della colonne istoriate con i gigli in onore dell’illustre visitatore. Secondo gli annalisti di allora si tratta di un evento senza precedenti per la ricchezza e il lusso esibiti e anche qui non manca la moltitudine di gran dame pronte a tutto pur di strappare un sguardo al sovrano. Quest’ultimo, a proprio agio, dismessa la posa del regnante si lascia andare alle brillanti conversazioni e alle sfrenate danze della sala finche ad un certo punto vede lei. Stiamo parlando di Tommasina Spinola, nata a Genova nel 1475, quindi allora 27enne, figlia del ricco Ambrogio Lomellini e sposa del mercante Battista Spinola. Caratteristiche: bella da togliere il fiato.

Luigi XII ha occhi solo per lei che ricambia on entusiasmo, ballano tuta la sera insieme e discutono di arte e filosofia, chiacchierano fitto tra di loro in una intesa che gli esperti d’amore definiscono “colpo di fulmine”. In sala, ovviamente, non tutti sono entusiasti dello spettacolo.

La leggenda dice che i due ballarono tutta la notte insieme e che lei per regolarizzare il rapporto agli occhi della nobile società che osservava questo amore nascente chiese al re di diventare la sua “intendiò” e lui di lei che sarebbe a dire un’onorevole amicizia e cortese intendimento. Il re concesse questo favore ricolmando di felicità il cuore della bella Tommasina.

La leggenda sostiene anche che tra i due, con questo accordo, il rapporto si declinò platonicamente ma a essere un po’ critici questa versione vacillerebbe di fronte alla notizia che alla partenza del re la donna non volle più avere rapporti con il marito. Scriveva ogni giorno a lui lettere affettuose e piene di amore ma nel 1505 Tommasina viene raggiunta da una notizia che la lascia senza fiato.

Il re sarebbe morto a causa di un morbo misterioso. La malattia, neanche tanto misteriosa, era la sifilide, diffusissima all’epoca, e che l’esuberante sovrano potesse averla contratta era molto facile.

Il re però, contrariamente alle ferali notizie, non era morto ma potendo contare sui più illustri medici di Francia era riuscito a riprendersi. Non così Tommasina che appresa la brutta (e falsa) notizia muore, lei sì, qualche giorno dopo. La leggenda, anche in questo caso, parla del dolore d’amore come la causa della morte della donna, c’è chi, invece, più malignamente sostiene che Tommasina non avesse più voluto avere rapporti coniugali perché si era accorta precocemente di aver contratto l’infezione e che la sua morte sia stata proprio dovuta alla sifilide.

Luigi XII venuto a sapere della triste sorte di Tommasina chiede a un suo cronista di scrivere un “Compianto” per la sua “intendiò” e con un gesto da vero signore invia il libello affinchè venga sepolto insieme al corpo della donna. Qualche anno dopo il re, questa volta da nemico, venne a Genova e ebbe modo di entrare in città travestito da frate. Andò sulla tomba della giovane e poi volle vedere dove aveva abitato nell’ultimo periodo della sua vita. Qui pronunciò la frase che ha dato il nome a vicolo e piazza: “Avrebbe potuto essere un amore perfetto”.

Oggi c’è ancora la possibilità di vedere il volto di Tommasina. Nella chiesa di S. Maria di Castello doc’è esposta la grande tavola di Ludovico Brea L’incoronazione della Vergine conosciuta a popolarmente come Il Paradiso c’è tra la folla di angeli e persone che discutono tra di loro di fronte alla Vergine c’è una bellissima donna che guarda verso di voi davanti al dipinto, lei è Tommasina.

Related posts